Scrp, applausi alla Spada. Ora altri dovrebbero dimettersi

Scrp, applausi alla Spada. Ora altri dovrebbero dimettersi

Le dimissioni del consigliere di amministrazione di Scrp,  Rossella Spada, meritano tutto il rispetto che si deve alle persone con la schiena dritta. Ha dimostrato una grande sensibilità e una autonomia di pensiero che le fa onore. E’ un caso raro. Non succede tutti i giorni che una persona si dimetta da un incarico, soprattutto se queste dimissioni non sono dovute, ma dettate solo da motivi di opportunità. Purtroppo l’esperienza insegna che chi le dovrebbe dare non si scolla di un centimetro dalla sedia. Quindi chapeau per la consigliera Spada. E lo dico, con estrema convinzione, nonostante io, in qualità di socio di Scrp,  non l’abbia votata.

Altro discorso merita il comportamento di chi non ha avvertito i soci di tali dimissioni. Soci che hanno appreso dell’importante novità dal Nuovo Torrazzo online. Se la ricostruzione fatta è corretta e non c’è motivo di dubitarne anche perché personalmente ho verificato con la stessa signora Spada alla quale ho fatto i miei complimenti per la decisone presa, le dimissioni sono state formalizzate la settimana scorsa. Ora perché i soci non sono stati informati immediatamente? Non è la prima volta che succede. Era accaduto con alcune sentenze del Consiglio di  Stato in riferimento alla gara rifiuti di altre aree geografiche, ma importanti anche per quella che Scrp stava preparando.

Sentenze mai comunicate ai soci e venute alla luce sempre grazie alla stampa. Cosa significa tutto questo? Che i soci servono solo per alzare la mano. Un concetto sbagliato: i sindaci non sono dei pecoroni, nonostante una loro collega lo abbia scritto.  La consigliera Spada si è dimessa.  Chi sapeva ha taciuto. Ma chi sapeva?  Il Comitato ristretto? Il sindaco di Crema, socio di maggior peso di Scrp? Di sicuro, il presidente di Scrp sapeva.  Forse insieme alla signora Spada altri dovrebbero presentare le dimissioni. Questa vicenda, ammirevole per il comportamento della consigliera che si è dimessa, conferma quello che da tempo alcuni sindaci sostengono: Scrp come funziona oggi non serve ai Comuni. E’ da chiudere.

 

Antonio Grassi

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