30 Ott 2026, Ven

Il Granone Lodigiano, oggi prodotto nello storico caseificio Bella Lodi di Casaletto Ceredano e un’antica guida del 1867. Che bella storia!

“Una guida in valigia, una città da visitare, un formaggio da conoscere.
Nel 1867, chi viaggia nell’Italia settentrionale con la guida Baedeker trova una descrizione di Lodi che comprende gli alberghi, la storia della città e il ponte sull’Adda. E, tra quelle informazioni, una segnalazione precisa:
‘Nei dintorni si produce un eccellente Parmigiano’.
La stessa guida chiarisce, in un altro passaggio, che quel nome è ‘in senso stretto un termine improprio’: colloca infatti la produzione in Lombardia, nel territorio tra Ticino, Po e Adda, e non nei dintorni di Parma.
Le due annotazioni si completano. Una distingue il nome dal luogo di produzione; l’altra indica Lodi e la qualità del formaggio prodotto nelle sue campagne.
Dopo le osservazioni di Monge e il racconto di Lalande, questa testimonianza arriva dalle pagine di un manuale per viaggiatori. Il formaggio lodigiano è una delle cose che la guida ritiene utile far conoscere a chi attraversa l’Italia”.

 

Così hanno postato, via social, quelli dello storico Caseificio Bella Lodi, Pozzali, di Casaletto Ceredano. Ah … probabilmente, il formaggio descritto nella datata, storica guida è il mistico, storico Granone Lodigiano l’antico capostipite di tutti i formaggi a pasta dura di tipo Grana, nato nel Medioevo grazie ai monaci cistercensi delle campagne di Lodi. Caratterizzato da una crosta nera spessa, forme da circa 50 kg e un minimo di due anni di stagionatura, oggi è tutelato come Prodotto Agroalimentare Tradizionale (PAT) ed è prodotto principalmente, naturalmente e appassionatamente da Bella Lodi.

stefano mauri

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