Il Valpolicella Classico Superiore Doc del domani? Beh sicuramente sarà il Toar

Il  Valpolicella Classico Superiore Doc del domani? Beh sicuramente sarà il Toar

Sì il Toar della cantina Masi, senza ombra di dubbio è considerato il “Valpolicella del Domani”. Rosso sorprendente ottenuto da uve Corvina, Rondinella e Oseleta, nel suo nome porta, ben marcate, alcune sue prerogative quali l’ardore travolgente dei tufi vulcanici tipici dei suoi terreni di provenienza.

Sorprende, il Toar, per concentrazione, corpo e tannicità ed è adatto a carni rosse grigliate o arrosto, roastbeef, cacciagione, selvaggina e formaggi a medie stagionature. Pure bevuto così, da solo per vedere l’effetto che fa o fissare il momento comunque il Toar stupisce: degustare per credere, in positivo.

Il colore? Rosso rubino intenso con riflessi violacei. I profumi? Sentori di frutti rossi maturi e vaniglia emergono senza stonare e si meritano un bellissimo … Chapeau!

Il sapore in bocca? Secco porta a note di prugna e ciliegia. Buona l’acidità, avvolgente e seducenti i tannini morbidi. Il finale lungo, caldo ed elegante poi sì… è quello che conquista del tutto.

Nota a margine: l’Oseleta è uva autoctona secondaria veronese di grande impatto e fu riscoperta, proprio da Masi, negli anni Ottanta. Aggiunta per la prima volta nello storico uvaggio veronese nei primissimi anni Novanta (ah che notti magiche), ecco appunto ha dato vita al Toar, Rosso rivoluzionario, squarciante per la sua complessità e autorevolezza. Dà insomma struttura al vino, l’Oseleta e … bene si accompagna a Corvina e Rondinella.

Stefano Mauri

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