Petite Noir, intimità

Petite Noir, intimità

In quella notte nel bel mezzo di luglio con la luna illuminata di rosso, prese il coltello e poi  dalla cantina risalì con la bicicletta. Si avviò per le strade oscure. Un leggero e fresco vento mitigava l’afa. “Ché l’umidità danneggia gli affari”, disse la Rossa alle colleghe, “ ma stasera forse va bene, dice il meteo che è il temporale è lì per lì.”

Intanto l’uomo pedalava fino ad arrivare dove doveva.

La Rossa lo accolse con un sorriso. Con lui si appartò all’ombra di un albero in quella notte chiarissima di luna, che quasi sembrava giorno.  “Perché hai il coltello?” chiese. “Salame campagnolo che te lo sogni. Ma prima quattro spaghi al pomodoro e poi formaggio puzzolente come i tuoi clienti.”

Mangiarono dalla schiscetta raccontandosi facezie.

Adesso vai, che domattina devi andare in fabbrica.

Ti lascio il coltello?

Tranquillo, nella borsetta ho la Magnum dell’ispettore Callaghan.

Beppe Cerutti

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