Referendum che votare? Si… no… forse… boh!!!?!! Un vademecum per un voto… consapevole

Referendum che votare? Si… no… forse… boh!!!?!! Un vademecum per un voto… consapevole

È già passato un mese da quando siamo entrati nel vivo della campagna elettorale per il referendum costituzionale (anche se la battaglia, o meglio la guerriglia, politica è cominciata mesi fa) e dopo tutti questi mesi di tritamento di cabasisi sono finalmente riuscita a riassumere la saga referendaria in questo modo: ci sono costituzionalisti, partigiani, sindacalisti, intellettuali di destra e di sinistra (come mi manca Gaber!!!!) distribuiti a pari merito fra le schiere del sì e del no, un sostanziale pareggio nei sondaggi (un punto percentuale di differenza con il 27% di indecisi vuol dire tutto e nulla) e quindi posso tranquillamente concludere che questa riforma non é il male assoluto, se vince il sì non è l’apocalisse, se vince il no, nemmeno, che il vero problema non è la riforma ma l’Italicum ed il Toscanum e che al momento l’Impero non colpisce ancora, nè ha intenzione di farlo, non siamo minacciati dal lato oscuro della forza e possiamo aspettare prima di scomodare Luke Skywalker e i cavalieri Jedi.

Il resto è fantapolitica come dimostra la schizofrenica realtà che circonda questa campagna elettorale: gente che ieri con il tricolore si sarebbe pulita il deretano, (quel tricolore che avvolgeva i corpi dei soldati morti a Nassyria) oggi si ritrova al fianco dei condannati all’opposizione eterna (ovvero coloro che non vedono l’ora che arrivi l’estate per indossare la maglietta lisa del Che, per cantare Guantanamera sotto le stelle) dietro le barricate del no, a combattere insieme fino all’ultimo respiro per la nostra minacciata democrazia, anche se fino ieri si detestavano e torneranno a detestarsi dopo il 4 dicembre. Perfino quelli che spolverano il bassorilievo del Duce che troneggia fiero in salotto e sognano, nostalgici, faccette nere dell’Abissinia, oramai difendono la Costituzione come il Santo

Graal, fa niente se è figlia della Resistenza e della lotta partigiana.…alla fine sono dettagli, ecché diamine!!! Il bello di questo referendum è che ci scopriamo orgogliosi di essere italiani la prima volta nella storia della repubblica!!! Di questo il Tuscio può essere orgoglioso e fregiarsi di essere riuscito laddove nessuno poté, in quasi 70 anni, di storia repubblicana: unire mezza Italia contro di lui!!!. Ma soprattutto ci riscopriamo tutti Costituzionalisti della domenica (vorrei sapere quanti fra i teorici del testoscrittotroppolungomicacomelohannoscrittoicostituenti, hanno letto quegli articoli almeno una volta prima di tutto questo cinema, ma anche dopo, mi viene da sospettare), fanta-economisti (quelli de “la riforma la vogliono i poteri forti della finanza” definita anche “cazzata del momento”, anche perché non si capisce perché, visto che i cosiddetti “poteri forti” speculano sulla fragilità dei Governi non il contrario), teorici del complotto (il Parlamento, se vince il sì verrà controllato da entità aliene in combutta con i MIB e Comey del Fbi controllerà a tutti le email e riferirà a Putin) e il top dei top: fascioleghisti, fans sfegatati di Vladimir e Donaldone che temono la deriva autoritaria (e qua ammetto che mi è andato in pappa il cervello). Per non parlare dei comitati dei Sì e dei No che organizzano iniziative dove generalmente partecipano persone che sanno già cosa votare e che vogliono sentirsi ripetere per l’ennesima volta  le ragioni del proprio voto. Insomma come sempre sta  emergendo il peggio del panorama politico italiano, sociale ed opinionista: tutti si muovono al ritmo del proprio personalismo  e il “sospetto” che ad una buona parte della politica e della società cosiddetta (in)civile in realtà non gliene fotta minimamente un cazzo del referendum e della Cartapiùbelladelmondo,  ormai lo abbiamo tutti, perfino chi, con un candore che fa tenerezza, disperatamente cerca di rimanere sul pezzo.

E quindi che fare?

Servirebbe innanzitutto la Lonely Planet per noi turisti fai da te del referendum, allergici alle agenzie politiche preconfezionate, con Consigli utili più per sopravvivere alla campagna elettorale, che per votare…..insomma servirebbe un vademecum comportamentale per non sclerare fino al 4 dicembre.

Io mi sono fatta il mio, ovvero mi sono stilata delle regole di sopravvivenza che ad oggi (anche se non funzionano perfettamente, perché ogni tanto ci casco, ahimè) mi hanno consentito, quantomeno, di barcamenarmi nella campagna elettorale più lunga e pallosa della storia repubblicana.

Prima roba, evitare di seguire o farsi trascinare in discussioni sui social network: non solo vi intasano di notifiche, ma, anche il più preparato e meglio intenzionato rischia di soccombere alla vomica di luoghi comuni e di fake che dovrebbero dimostrare verità inossidabili e, sopratutto, si rischia l’insonnia per indigestione di orrori ortografici e grammaticali…per me che sono Logopedista è peggio di Guantanamo!!!

Secondo consiglio, evitare accuratamente I talk show in fascia serale: le emanazioni di mefitiche energie negative sprigionate dallo schermo televisivo, dai vari Giannini, Floris e Mentana, vi rovinerebbero inesorabilmente l’aura causandovi problemi di salute, che vanno dalla banale diarrea, al disturbo bipolare nei casi più gravi…si è vista gente vagare come zombie di notte vaneggiando “sì….no….boh…” …molto meglio quindi uscire con gli amici o guardarsi una serie intera in due ore su Netflix spaparanzati sul divano in modalità birra, pizza surgelata e rutto libero.

Tre. Evitate di andare in centro al sabato e se proprio non potete farne a meno, fatevi una mappa accurata della posizione dei banchetti dei comitati (Waze sta pensando ad un’apposita funzione ma sono ancora in alto mare) in modo da glissarli agilmente: non solo potrete godervi la vostra uscita in santa pace, ma non vi ritroverete sommersi da volantini che vi uscirebbero da ogni dove con il risultato finale che vi riempirebbero nuovamente il sacco della raccolta differenziata della carta che avevate appena smaltito. L’unico problema è che alle volte i banchetti cambiano posizione all’ultimo minuto, in quel caso procedete spediti a testa bassa e, se vedete un amico al banchetto, fingete di non riconoscerlo, altrimenti siete finiti!!! Non preoccupatevi se l’amico si offende, dopo il 4 dicembre potrete tranquillamente scusarvi ricorrendo alla collaudata otite acuta purulenta e congiuntivite catarrale che quel giorno vi ha impedito di vederlo e sentirlo. Funziona sempre, garantisco.

Ovviamente è un vademecum  riciclabile in qualsiasi elezione politico/amministrativo/referendaria/di condominio ed è assolutamente aggiornabile e al contrario delle ragioni del sì/no non rappresenta una verità incontrovertibile, perché è liberamente personalizzabile: vi inviterei comunque a condividere i vostri sistemi di sopravvivenza con amici, parenti stretti e sui social, fatelo a scopo umanitario. La solidarietà, esattamente come la Costituzione, è un bene comune!!!!

Detto questo auguro a tutti “Buon voto” secondo coscienza che è l’unica a cui alla fine, dovrete rendere conto…..forse…….e non preoccupatevi se avete dubbi, è dal dubbio e dal porsi delle domande che sono state partorite le più grandi scoperte scientifiche, è dal dubbio che nasce l’ars dialettica e la filosofia, perché il dubbio, cari amici, tiene la mente e l’anima allenate al ragionamento, ad una lettura della realtà che non è stata preconfezionata è manipolata da altri.

Cosa voterò io? Ad oggi sono per il Sì, perché è meglio un abbozzo di cambiamento che una desolante consuetudine.

Monica Buscema

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