Sole Varichio: “Fotografo la realtà e ogni fotografia beh è …una parte di me”

Sole Varichio: “Fotografo la realtà e ogni fotografia beh è …una parte di me”

Tra i ragazzi prescelti per le (altrettante) dieci borse di studio inserite in una masterclass col fotografo Alex Majoli della mitica, leggendaria agenzia fotografica Magnum Photos c’è anche la cremasca Maria Sole Varichio, splendida, coraggiosa, generosa, avanguardistica, impegnata, propositiva fotografa venticinquenne innamorata della vita e appassionata viaggiatrice (ed è pure studente universitaria e lavoratrice) – giramondo. Con lei, interagendo con Emanuele Mandelli, abbiamo scambiato volentieri quattro (straordinarie) chiacchiere. A proposito: i suoi lavori fotografici nell’ambito di questo importantissimo progetto, direttamente da Majoli in persona, il prossimo 7 giugno verranno svelati (illustrati e in seguito esposti) nientepopodimeno che… udite, udite presso La Triennale di Milano.

Cos’è per te la fotografia?

Sono sorda dalla nascita (ma è impossibile accorgersene, parlare con lei è illuminante ed emerge chiaro cosa significa trasformare un limite, in una opportunità di crescita: Chapeau!– ndr) e parlo poco. Diciamo che ogni foto è una parte di me, un mio tratto particolare, il mio modo per comunicare qualcosa. Fotografo solo aspetti reali della quotidianità e non utilizzo filtri: i miei scatti sono reali e concreti.

Viaggi molto, non hai mai pensato di fare l’inviata o comunque di realizzare reportage dei tuoi viaggi?

In realtà, ahimè, ultimamente viaggio poco, mi divido tra Siena dove frequento l’università di Scienze della Comunicazione, Milano laddove frequento un corso sul linguaggio dei segni e Crema che è la mia città. Mi manca molto viaggiare, ma ho molto da fare dato che sono, tra le varie cose, impegnata nella realizzazione di gioielli tecnologici interattivi utili ad aiutare i sordi nella vita di tutti i giorni. Mi attrae la tecnologia intesa come aiuto – risorsa indispensabile per i disabili. Ciò detto sì, fare dei servizi da posti articolari, appunto per immortalare le loro particolarità potrebbe essere un’idea. Ma sono molto attratta, artisticamente parlando, dal pugilato.

Foto di Mike Antonaccio

Il tuo paese preferito?

Tel Aviv e Israele rappresentano il mio posto del cuore. E mai come in questo caso vale ciò che ho detto poc’anzi: la realtà israeliana arriva infatti molto distorta all’esterno, ed è un vero peccato: sono posti meravigliosi che meriterebbero ben altra visibilità. E Tel Aviv in particolare è decisamente il mio luogo speciale.

Complimenti, collabori a un’iniziativa promossa dalla Magnum, un mito per voi fotografi…

Sì sono felicissima dell’opportunità concessami dalla masterclass ideata da Alex Majoli. E’ una sfida affascinante, mi stimola molto l’opportunità di confrontarmi con ragazzi provenienti da altre parti del mondo.

Cosa fotograferai per l’occasione?

Il tema è sviluppare percorsi e progetti che raccontano la trasformazione urbana del capoluogo milanese. Ho già qualche idea in merito e chissà, magari proverò a dare un’occhiata ad aspetti tecnologici mirati diciamo a … venire incontro a quanti presentano limitazioni. In Italia, nonostante passi in avanti, rispetto all’estero la tecnologia non è molto vicina ai disabili. E questo non è il massimo.

E da giramondo quale sei che ne pensi di Crema e del Cremasco?

Viaggiando e frequentando tante metropoli ho imparato ad apprezzare la forte umanità che si respira nelle città di provincie italiane. Crema compresa naturalmente.

Stefano Mauri

 

 

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