Sussurbacco, il Merlot Lazio Igt Casale del Giglio: Rosso illuminante che aperto una strada

Sussurbacco, il Merlot Lazio Igt Casale del Giglio: Rosso illuminante che aperto una strada

Vitigno originario del Bordeaux, il Merlot fu introdotto nell’Agro Pontino (un tempo zona paludosa, oggi oasi vitivinicola e agricola di … vina) nel 1930 dai coloni veneti che erano impegnati, all’epoca, nelle impegnative, enormi, straordinarie bonifiche delle Paludi Pontine.

Trent’anni dopo, quindi verso il 1960, questa produzione vinicola ottenne la Doc, ma ahinoi, per un determinato periodo, tale Denominazione a origine controllata, ecco… non venne mai valorizzata a dovere. Un vero peccato avere perso tanto tempo.

La cantina Casale del Giglio poi, fortunatamente, nel 1985 attraverso il progetto (ambizioso e illuminante) di ricerca e valorizzazione, individuando (dopo studi ad hoc) la combinazione più idonea fra portainnesti, cloni e forma di allevamento, di fatto, archiviando il passato ecco riscoprì, o meglio, lanciò un nuovo modo di allevare, intendere e fare il Merlot, vino stupendo, fantastico se fatto bene che coi bucatini (o la pastasciutta in generale) all’Amatriciana, tanto e solo per fare un esempio, letteralmente è un godimento per lo spirito e il corpo.

Merlot in purezza ottenuto, a seconda delle annate, con diverse tecniche di vinificazione (in rosso tradizionale con rimontaggi o secondo tecnica del cappello sommerso), dopo la svinatura questo vino, fatta la fermentazione malolattica, matura in piccoli fusti di rovere per 8 – 12 mesi. Il colore? Rosso rubino intenso con profumi di piccoli frutti rossi e ciliegie. La struttura? Ottima come la morbidezza e il rapporto qualità prezzo. Beh non avete ancora provato il Merlot Casale del Giglio? E che aspettate?

Stefano Mauri

 

(Visited 53 times, 3 visits today)